Il titolo di questa discussione capita a proposito per riassumere alcuni pensieri che mi frullano in testa da un po’ di settimane ed emersi proprio in occasione del 25 Aprile.
È da quando ho trovato “La notte della Repubblica” che mi interesso al periodo del terrorismo e ho cominciato un cammino a ritroso nel tempo. Non sono più uno studente, tantomeno addetto ai lavori, semplicemente leggiucchio.
L’assassinio di Moro è, con molta probabilità, il mio primo ricordo “adulto” – insieme all’affondamento della Amoco Cadiz. All’epoca avevo 8 anni e vivevo con i miei nonni in un minuscolo paesino della Lucania. La nostra tv sintonizzava un solo canale ed era in bianco e nero, percìo la R4 me la ricordo grigia. L’esecuzione in sè non mi turbò più di tanto e sarebbe passata su di me come tante altre tragedie avvenute in quegli anni, e che non ricordo, ma una cosa mi colpì quella sera: mio nonno espresse “soddisfazione” per il fatto e a mia nonna, che gli rammentava i suoi doveri di buon cattolico, rispose che Moro se l’era cercata per essersi accordato con i Comunisti. Beh, c’ho rimuginato sopra per anni. Perchè una persona gentile come mio nonno aveva quantomeno approvato il fatto?
Io non sono bravo a giudicare le persone, me la cavo molto meglio con i computer, è un mio limite, ormai ci convivo. La figura di Moro, come statista, non riesco ancora a decifrarla ma un libercolo, qualche articolo e un po’ di altre pagine mi fanno quantomeno interrogare sulle sue capacità. Il libercolo è “L’affaire Moro” nel quale Sciascia non mi pare giudichi Moro un’eccellenza, ma forse aveva i suoi buoni motivi. Inoltre il contesto – niente virgolette – mi porta a pensare che una persona potente, davvero in gamba, fosse perlomeno invisa a molti fra i “controllori” dello Stato. Tenere la DC iper-divisa giovava a qualchedun’altro e forse i personaggi di primo piano, non erano necessariamente quelli con il potere reale (che dire della descrizione di Zaccagnigni in un angolo che lo stesso Moro tinteggia?)
Tutto ciò mi fa credere che Moro non sarebbe stato in grado di salvare Mussolini.
E arriviamo anche al 25 Aprile: sono cresciuto con il mito dei Partigiani – a scuola – ma non a casa. Non che la mia famiglia fosse fascista – almeno non penso – ma la Liberazione da noi era avvenuta in un attimo nel ’43. Non penso si possa parlare di partigiani se si sta sotto la Gotica … va beh facciamo la Gustav, ma sotto quest’ultima le persone non hanno visto niente di ciò che è successo a nord. Tanto è vero che le case al sud sono piene di bandiere del ventennio, pronte per essere ritirare fuori a mo’ di parata funebre appena il tempo permette (e se tanto mi dà tanto, chissà che il rosso del tricolore non venga sostituito dal nero: verde al nord, bianco al centro e il resto a noi). In compenso avevano ben altri problemi – non per nulla in Lucania si mandavano i confinati.
Questo ha fatto in modo che il nerbo del regime fascista passasse tal quale (o quasi) nella struttura dello Stato nel più assoluto silenzio. Il regime classista fascista – dell’ordine costituito – vive ancora dalle mie parti e si rispecchia in un fatalismo tipicamente meridionale. Mia nonna usava ripetere che se sei martello batti, se sei incudine statti. Ancora oggi sento che i nuovi laureati volgiono un posto di lavoro(!), nessuno che chieda delle decenti condizioni al contorno in grado di metterlo nella possibilità di crearsi autonomamente una propria strada, no! solo “u post’”.
Alla fine la cosa non dovrebbe neanche interessarmi molto; sono stato trapiantato in quel di Zurigo nel lontano 1980 – già … si viaggiava sui treni e le bombe esplodevano, altra storia – e quando ritorno al paesello, uso spesso misurarmi con i miei compagni di giochi dell’epoca; non ero proprio una cima, anzi abbastanza fessacchiotto, eppure l’ambiente ha fatto tanto per me, mi ha dato la possibilità di sviluppare le mie capacità, cosa che è stata negata ad altra gente – forse più in gamba di me.
Mi ripropongo, dunque, di festeggiare il 25 Aprile il giorno che il mio paese sarà liberato, e forse quel giorno potremmo anche cambiare le Università e … le fontane.
VN:F [1.9.10_1130]
aldo moro avrebbe salvato mussolini?
Il titolo di questa discussione capita a proposito per riassumere alcuni pensieri che mi frullano in testa da un po’ di settimane ed emersi proprio in occasione del 25 Aprile.
È da quando ho trovato “La notte della Repubblica” che mi interesso al periodo del terrorismo e ho cominciato un cammino a ritroso nel tempo. Non sono più uno studente, tantomeno addetto ai lavori, semplicemente leggiucchio.
L’assassinio di Moro è, con molta probabilità, il mio primo ricordo “adulto” – insieme all’affondamento della Amoco Cadiz. All’epoca avevo 8 anni e vivevo con i miei nonni in un minuscolo paesino della Lucania. La nostra tv sintonizzava un solo canale ed era in bianco e nero, percìo la R4 me la ricordo grigia. L’esecuzione in sè non mi turbò più di tanto e sarebbe passata su di me come tante altre tragedie avvenute in quegli anni, e che non ricordo, ma una cosa mi colpì quella sera: mio nonno espresse “soddisfazione” per il fatto e a mia nonna, che gli rammentava i suoi doveri di buon cattolico, rispose che Moro se l’era cercata per essersi accordato con i Comunisti. Beh, c’ho rimuginato sopra per anni. Perchè una persona gentile come mio nonno aveva quantomeno approvato il fatto?
Io non sono bravo a giudicare le persone, me la cavo molto meglio con i computer, è un mio limite, ormai ci convivo. La figura di Moro, come statista, non riesco ancora a decifrarla ma un libercolo, qualche articolo e un po’ di altre pagine mi fanno quantomeno interrogare sulle sue capacità. Il libercolo è “L’affaire Moro” nel quale Sciascia non mi pare giudichi Moro un’eccellenza, ma forse aveva i suoi buoni motivi. Inoltre il contesto – niente virgolette – mi porta a pensare che una persona potente, davvero in gamba, fosse perlomeno invisa a molti fra i “controllori” dello Stato. Tenere la DC iper-divisa giovava a qualchedun’altro e forse i personaggi di primo piano, non erano necessariamente quelli con il potere reale (che dire della descrizione di Zaccagnigni in un angolo che lo stesso Moro tinteggia?)
Tutto ciò mi fa credere che Moro non sarebbe stato in grado di salvare Mussolini.
E arriviamo anche al 25 Aprile: sono cresciuto con il mito dei Partigiani – a scuola – ma non a casa. Non che la mia famiglia fosse fascista – almeno non penso – ma la Liberazione da noi era avvenuta in un attimo nel ’43. Non penso si possa parlare di partigiani se si sta sotto la Gotica … va beh facciamo la Gustav, ma sotto quest’ultima le persone non hanno visto niente di ciò che è successo a nord. Tanto è vero che le case al sud sono piene di bandiere del ventennio, pronte per essere ritirare fuori a mo’ di parata funebre appena il tempo permette (e se tanto mi dà tanto, chissà che il rosso del tricolore non venga sostituito dal nero: verde al nord, bianco al centro e il resto a noi). In compenso avevano ben altri problemi – non per nulla in Lucania si mandavano i confinati.
Questo ha fatto in modo che il nerbo del regime fascista passasse tal quale (o quasi) nella struttura dello Stato nel più assoluto silenzio. Il regime classista fascista – dell’ordine costituito – vive ancora dalle mie parti e si rispecchia in un fatalismo tipicamente meridionale. Mia nonna usava ripetere che se sei martello batti, se sei incudine statti. Ancora oggi sento che i nuovi laureati volgiono un posto di lavoro(!), nessuno che chieda delle decenti condizioni al contorno in grado di metterlo nella possibilità di crearsi autonomamente una propria strada, no! solo “u post’”.
Alla fine la cosa non dovrebbe neanche interessarmi molto; sono stato trapiantato in quel di Zurigo nel lontano 1980 – già … si viaggiava sui treni e le bombe esplodevano, altra storia – e quando ritorno al paesello, uso spesso misurarmi con i miei compagni di giochi dell’epoca; non ero proprio una cima, anzi abbastanza fessacchiotto, eppure l’ambiente ha fatto tanto per me, mi ha dato la possibilità di sviluppare le mie capacità, cosa che è stata negata ad altra gente – forse più in gamba di me.
Mi ripropongo, dunque, di festeggiare il 25 Aprile il giorno che il mio paese sarà liberato, e forse quel giorno potremmo anche cambiare le Università e … le fontane.