l’orrore sopra di noi

Vanity Fair, Nr.45, 15.11.2007: Servizio su capi di vestiario per bambini, bambina estemporaneamente seduta su un cumulo di libri, fra questi alcuni vetusti.

Gìà un servizio firmato “Brambilla” … di questi tempi è tutto un programma. La vera bestia resta comunque il fotografo – ma anche chi gliele pubblica.

E sorvolo sull’(ab-)uso infame dei bambini … oramai mi ci sono abituato (ma non c’era la moratoria dei minori nelle pubblicità?), no! quello che mi ha disturbato è stato l’uso dei libri a mo’ di seggiola, di spessore, di zeppa …

E passi anche questo … ci sono *pseudo* libri che potrebbero essere ammessi alla categoria del contrappeso … ma questi sono un po’ vecchiotti, e che diamine! all’epoca stampare un libro era un atto meritorio.

Guardando meglio la costola si legge “Le panorama de la guerre 1916-17″.

… ricalpestare i morti; e – c’e’ da scommetere – non è l’unico libro della serie. Come sensibilità non c’e’ male.
C’e’ un sapore, voglio sperare involontario, perverso nel mettere una bambina seduta su un mare di morti, gonfi, putrescenti, smembrati; e anche se chiusi, se ne possono immaginare i volti mentre – per la secoda volta – lamentano l’orrore sopra di loro.
“[...] siamo divenuti accorti come mercanti, brutali come macellai. Non siamo più spensierati, ma atrocemente indifferenti. Sapremmo forse vivere, nella dolce terra: ma quale vita? Abbandonati come fanciulli, disillusi come vecchi, siamo rozzi, tristi, superficiali. io penso che siamo perduti.” – E.M.Remarque

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