Sembra che cautela, opportunita’, equilibrio, giudizio, insomma cio’ che dovrebbe fare d’uomo un saggio sia merce sempre piu’ rara. E’ d’uopo parlare senza pensare o – peggio – pensando male, trasportati dal momento, dal bruciore di stomaco o dal prurito al naso.
Risulta incomprensibile come gente che per mestiere non fa che “pensare” si stacchi spesso dal proprio cervello e fiati perche’ l’organo esiste. E’ facile smentire ma anche dimenticare, nella societa’ della melmosita’ amplificata.
Fondamentale domanda inevasa: a che pro? O e’ semplice stupidaggine?