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conversazioni sul futuro della scienza

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La Whitehouse orientata all’open government raccoglie priorita’ su sfide scientifiche. Due fra quelle elencate dalla Presidenza mi lasciano quantomeno interdetto:

  • “Intelligent prosthetics that will allow a veteran who has lost both of his arms to play the piano again.”
    Sommessamente suggerisco che, sia per costi che per prospettiva, converrebbe smetterla con le guerre e giocarsi le varie dispute a scacchi. Se suona troppo naif, si suggerisce almeno di usare soldati robot da mutilare e non mutilare persone da robotizzare.
  • “An “exascale” supercomputer capable of a million trillion calculations per second – dramatically increasing our ability to understand the world around us through simulation and slashing the time needed to design complex products such as therapeutics, advanced materials, and highly efficient autos and aircraft.”
    Questa è la parte piu’ divertente: una volta sviluppati tali super-computer potremo simulare situazioni sempre piu’ complesse e scoprire che il nostro mondo è la simulazione di dio, chiaramente ancora in pre-alfa.
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emigrare! emigrare!! emigrare!!!

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Alla fine uno si chiede: ma perchè devo restare in Italia? Che mi da di “unico” per cui il gioco vale la candela? Qualità della vita (aria, acqua, libertà – declinata sotto svariate forme, dal potersi muovere a quelle più personali -), possibilità di svilupparsi e chi più ne ha più ne metta. Sono le piccole cose quotidiane che rendono “comoda” la vita: girare la manopola ed avere acqua potabile (addirittura calda), uscire senza inciampare in parcheggiatori improvvisati, andare in un bosco senza avere qualcuno che arrivi con una discoteca (titesi maledetti! ma che ci vuoi fa’ … la cultura è optional), andare alla fermata del tram/bus e incavolarsi se il ritardo supera i 30 secondi; insomma quisquiglie che ti permettono di investire tempo in attività interessanti invece che estenuanti.
Uno si convince che c’è una singolarità italica: the italian way of life non è mercimonio. Palle! Il problema è che l’Italia è piena di italiani … se veramente ci tenessero alla patria, dovrebbero darla in amministrazione controllata ai tedeschi e pagare l’affitto.
La faciloneria tutta italica dà il meglio di sè proprio in questi momenti: il colpo all’ultimo istante, il voler essrere più furbo dell’altro, il voler piegare e rivoltare le regole a proprio piacimento, il sotterfugio e lo spostare l’attenzione dal problema al contorno degno dei migliori trecartisti napoletani.
E.Englaro non la conosco, posso dispiacermi un paio di millisecondi con un solo neurone per lei mentre l’altro pensa a beeeh-lene; il mio cervello è programmato per filtrare apposite situazioni, altrimenti, con i milioni di morti quotidiani che ci sono, sarei già schiattato. Non voglio però che diventi paradigma di vita, della mia vita. Sono già stato espropriato della nascita, vorrei almeno poter dire qualche cosa sulla morte … almeno sulla mia, dato che sono il solo a cui interessa.
Nell’ultima mezza giornata ho letto cose assurde … e poi ci lamentiamo dei talebani – bravissima gente che cerca di evitare gli spogliarelli beeeh-leniani delle proprie donne – si parla di vita e di morte come ciechi davanti ad un arcobaleno, pedoni davanti ad una Multipla, ognuno ha la sua ricetta giusta e nessuno vuole morire perchè la vita è il bene supremo, si recita mentre la si spreca appresso a vecchi rimbecilliti e dementi convinti – fin da piccolo ti dicono che siamo di passaggio verso la vita eterna e poi non ti ci vogliono mandare.
“Cogito ergo sum” diceva un vecchio pezzo – mi pare ante Concilio Vaticano II, piccolo spiraglio in un mondo di cupi benedettini, ma niente paura G&B lo stanno richiudendo: avess’ma fa bbuon ca’ passass troppa luc’.- ma non basta: menti eccelse affermano che anche se non cogito ma posso, in teoria – e grazie a qualche misericordioso infermiere anche in pratica – procreare, allora vivo!!! porc… e i maschietti??? io non posso procreare – anche se l’infermiere ci mette tutta l’arte sua ogni santa notte – allora mi possono accoppare? bella roba … già cogito poco, coito ancor meno … fa a finire che mi sopprimono all’istante. Sorvoliamo sul fatto che non si sta parlando di risolvere integrali ellittici ma di procreazione, ovvero qualcosa che fanno pure i virus; ma tanto vale per svilire una vita vir(i|a)le.
È indecente. Indecente il metodo, il voler attaccare due calamite dalla stessa polarità, il voler inserire un cubo in una sfera (stesso volume, sia chiaro), è indecente l’arroganza di chi fa finta d’esser certo, è indecente il livello di banalità – offensivo per un neonato – con cui vengono bistrattati i diritti fondamentali dei cittadini.
E la Costituzione italiana, figlia di menti eccelse è in mano a porci che la tirano e a voltano a piacimento. Però qualcuno li ha votati – brogli a parte – e ‘sti qualcuno so italiani, perciò gli sta bene, quindi il problema non è il nano (al quale non gliene può fottere di meno di tutto e tutti) ma gli elettori e di qui ritorniamo all’amministrazione teutonica.
Finchè vi accettano ancora negli altri paesi dell’UE … emigrate, gente, emigrate: c’è uno splendido mondo oltre le alpi! … anche oltre il Mediterraneo.

P.S.
Sputagli in faccia, mostragli il dito, non è reato, se l’è meritato.

P.P.S.
mala tempora currunt … ma non pensavo fossero così mala … sono incazzato come uno scoiattolo che ha appena aperto l’ultima noce e la trova bacata! e anche allo scoiattolo dovremo dare pane ed acqua perchè pure lui – anzi almeno lui – si incazza e procrea.
ma se chiamiamo questo “omicidio” che parole dobbiamo coniare per i bimbi africani?

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pensi all’energia nucleare

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… momento mi concentro e ci penso… e a che penso? alla lampadina? alla TV? al mio computer mangia watt? alla luce di Cerenkov? a Chernobyl, Three Mile Island? a Fat Boy, a Teller ed Ulman? alla spazzatura che rimane e a come si smaltisce? ai PWR, BWR ad un S8G o ad altro letto in strani fanta-romanzi?
A che pensa uno che si sente rivolgere questa domanda?
È interessante saperlo, se poi mi sento dire che la maggioranza (ne hanno intervistati 1300, super campionati – mega rappresentativi etc.etc. – ma magari uno era sbronzo … se tanto mi dà tanto quello rappresenta 50’000 italiani, che quindi devono sbronzarsi all’instante e rimanerci almeno fino al prossimo sondaggio) ha votato a favore del nucleare.
Ma si può cominciare dicendo “pensi all’energia nucleare.”?
Ma c’è gente che lo fa … e mi chiedo perchè.
Interessante, poi, è la curva della fascia d’età fra i 55-64 anni; leggetevela come volete, ma sono i nostri genitori: e basta guardarsi un po’ in giro per vedere quello che ci stanno lasciando, per credere che il sondaggio sia effettivamente vero.

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l’orrore sopra di noi

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Vanity Fair, Nr.45, 15.11.2007: Servizio su capi di vestiario per bambini, bambina estemporaneamente seduta su un cumulo di libri, fra questi alcuni vetusti.

Gìà un servizio firmato “Brambilla” … di questi tempi è tutto un programma. La vera bestia resta comunque il fotografo – ma anche chi gliele pubblica.

E sorvolo sull’(ab-)uso infame dei bambini … oramai mi ci sono abituato (ma non c’era la moratoria dei minori nelle pubblicità?), no! quello che mi ha disturbato è stato l’uso dei libri a mo’ di seggiola, di spessore, di zeppa …

E passi anche questo … ci sono *pseudo* libri che potrebbero essere ammessi alla categoria del contrappeso … ma questi sono un po’ vecchiotti, e che diamine! all’epoca stampare un libro era un atto meritorio.

Guardando meglio la costola si legge “Le panorama de la guerre 1916-17″.

… ricalpestare i morti; e – c’e’ da scommetere – non è l’unico libro della serie. Come sensibilità non c’e’ male.
C’e’ un sapore, voglio sperare involontario, perverso nel mettere una bambina seduta su un mare di morti, gonfi, putrescenti, smembrati; e anche se chiusi, se ne possono immaginare i volti mentre – per la secoda volta – lamentano l’orrore sopra di loro.
“[...] siamo divenuti accorti come mercanti, brutali come macellai. Non siamo più spensierati, ma atrocemente indifferenti. Sapremmo forse vivere, nella dolce terra: ma quale vita? Abbandonati come fanciulli, disillusi come vecchi, siamo rozzi, tristi, superficiali. io penso che siamo perduti.” – E.M.Remarque

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aldo moro avrebbe salvato mussolini?

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Il titolo di questa discussione capita a proposito per riassumere alcuni pensieri che mi frullano in testa da un po’ di settimane ed emersi proprio in occasione del 25 Aprile.
È da quando ho trovato “La notte della Repubblica” che mi interesso al periodo del terrorismo e ho cominciato un cammino a ritroso nel tempo. Non sono più uno studente, tantomeno addetto ai lavori, semplicemente leggiucchio.
L’assassinio di Moro è, con molta probabilità, il mio primo ricordo “adulto” – insieme all’affondamento della Amoco Cadiz. All’epoca avevo 8 anni e vivevo con i miei nonni in un minuscolo paesino della Lucania. La nostra tv sintonizzava un solo canale ed era in bianco e nero, percìo la R4 me la ricordo grigia. L’esecuzione in sè non mi turbò più di tanto e sarebbe passata su di me come tante altre tragedie avvenute in quegli anni, e che non ricordo, ma una cosa mi colpì quella sera: mio nonno espresse “soddisfazione” per il fatto e a mia nonna, che gli rammentava i suoi doveri di buon cattolico, rispose che Moro se l’era cercata per essersi accordato con i Comunisti. Beh, c’ho rimuginato sopra per anni. Perchè una persona gentile come mio nonno aveva quantomeno approvato il fatto?
Io non sono bravo a giudicare le persone, me la cavo molto meglio con i computer, è un mio limite, ormai ci convivo. La figura di Moro, come statista, non riesco ancora a decifrarla ma un libercolo, qualche articolo e un po’ di altre pagine mi fanno quantomeno interrogare sulle sue capacità. Il libercolo è “L’affaire Moro” nel quale Sciascia non mi pare giudichi Moro un’eccellenza, ma forse aveva i suoi buoni motivi. Inoltre il contesto – niente virgolette – mi porta a pensare che una persona potente, davvero in gamba, fosse perlomeno invisa a molti fra i “controllori” dello Stato. Tenere la DC iper-divisa giovava a qualchedun’altro e forse i personaggi di primo piano, non erano necessariamente quelli con il potere reale (che dire della descrizione di Zaccagnigni in un angolo che lo stesso Moro tinteggia?)
Tutto ciò mi fa credere che Moro non sarebbe stato in grado di salvare Mussolini.
E arriviamo anche al 25 Aprile: sono cresciuto con il mito dei Partigiani – a scuola – ma non a casa. Non che la mia famiglia fosse fascista – almeno non penso – ma la Liberazione da noi era avvenuta in un attimo nel ’43. Non penso si possa parlare di partigiani se si sta sotto la Gotica … va beh facciamo la Gustav, ma sotto quest’ultima le persone non hanno visto niente di ciò che è successo a nord. Tanto è vero che le case al sud sono piene di bandiere del ventennio, pronte per essere ritirare fuori a mo’ di parata funebre appena il tempo permette (e se tanto mi dà tanto, chissà che il rosso del tricolore non venga sostituito dal nero: verde al nord, bianco al centro e il resto a noi). In compenso avevano ben altri problemi – non per nulla in Lucania si mandavano i confinati.
Questo ha fatto in modo che il nerbo del regime fascista passasse tal quale (o quasi) nella struttura dello Stato nel più assoluto silenzio. Il regime classista fascista – dell’ordine costituito – vive ancora dalle mie parti e si rispecchia in un fatalismo tipicamente meridionale. Mia nonna usava ripetere che se sei martello batti, se sei incudine statti. Ancora oggi sento che i nuovi laureati volgiono un posto di lavoro(!), nessuno che chieda delle decenti condizioni al contorno in grado di metterlo nella possibilità di crearsi autonomamente una propria strada, no! solo “u post’”.
Alla fine la cosa non dovrebbe neanche interessarmi molto; sono stato trapiantato in quel di Zurigo nel lontano 1980 – già … si viaggiava sui treni e le bombe esplodevano, altra storia – e quando ritorno al paesello, uso spesso misurarmi con i miei compagni di giochi dell’epoca; non ero proprio una cima, anzi abbastanza fessacchiotto, eppure l’ambiente ha fatto tanto per me, mi ha dato la possibilità di sviluppare le mie capacità, cosa che è stata negata ad altra gente – forse più in gamba di me.
Mi ripropongo, dunque, di festeggiare il 25 Aprile il giorno che il mio paese sarà liberato, e forse quel giorno potremmo anche cambiare le Università e … le fontane.

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