regolatore di rumore

I giornali italiani sono diventati illeggibili; ridondanti con l’aggravante della banalità; una vera perdita di tempo.
Approfitto dell’anno nuovo iniziare un’informazione meno nevrotica, staccandomi dal vacuo dettaglio giornaliero e passare ad una risoluzione settimanale delle notizie:
- via telegiornali, giornali
- via trasmissioni con ospiti banali
- rivedere mensilmente la lista dei feed
- leggere settimanalmente Internazionale, R7

Aggiustamenti seguiranno.

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nervous

qualunquisticamente si potrebbe dire che tutti magnano e bevono. Sallusti è mandato apposta a far innervosire la gente, sviare dal tema, far sembrare congrua una cazzata. Ha il physique du role, è geneticamente determinato, votato a questo compito.

Ed è anche scontato.

Risulta ancora più arduo da comprendere il massimo “vada a farsi fottere“, soppesando i due. Sarebbe bastato un’alzata di ciglio, soprattutto da uno noto per la freddezza.

Possibile che gli italiani s’innervosiscano toccando il tema casa? Peggio della mamma? Si lasciano privare delle più elementari necessità, dell’aria, dell’acqua, del tempo sprecato in tanti rivoli dovuti a meschini micro poteri, ma appena si parla di casa non ci vedono più?

In ogni caso non ci sono Sallusti che tengano: D’Alema fa per mestiere il parlamentare, il politico, perciò è il suo mestiere parlare (o tacere) ma non mandare a farsi fottere chicchessia – anche se con tutte le ragioni -, non può.

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siamo figli degli anni ottanta

La Milano da bere si è finalmente rivelata per quel che era: un lassativo. Una generazione ha fatto feste e festini e il conto è rimasto a noi.
Ieri sera ad Annozero si intravvedevano orchestrali incavolati neri, gente col megafono, poliziotti in assetto.
C’era da aspettarselo, dopo gli spartiti tirati sul palco dell’Ariston. Noti sovversivi.
Ma i forconi?

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conversazioni sul futuro della scienza

La Whitehouse orientata all’open government raccoglie priorita’ su sfide scientifiche. Due fra quelle elencate dalla Presidenza mi lasciano quantomeno interdetto:

  • “Intelligent prosthetics that will allow a veteran who has lost both of his arms to play the piano again.”
    Sommessamente suggerisco che, sia per costi che per prospettiva, converrebbe smetterla con le guerre e giocarsi le varie dispute a scacchi. Se suona troppo naif, si suggerisce almeno di usare soldati robot da mutilare e non mutilare persone da robotizzare.
  • “An “exascale” supercomputer capable of a million trillion calculations per second – dramatically increasing our ability to understand the world around us through simulation and slashing the time needed to design complex products such as therapeutics, advanced materials, and highly efficient autos and aircraft.”
    Questa è la parte piu’ divertente: una volta sviluppati tali super-computer potremo simulare situazioni sempre piu’ complesse e scoprire che il nostro mondo è la simulazione di dio, chiaramente ancora in pre-alfa.
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emigrare! emigrare!! emigrare!!!

Alla fine uno si chiede: ma perchè devo restare in Italia? Che mi da di “unico” per cui il gioco vale la candela? Qualità della vita (aria, acqua, libertà – declinata sotto svariate forme, dal potersi muovere a quelle più personali -), possibilità di svilupparsi e chi più ne ha più ne metta. Sono le piccole cose quotidiane che rendono “comoda” la vita: girare la manopola ed avere acqua potabile (addirittura calda), uscire senza inciampare in parcheggiatori improvvisati, andare in un bosco senza avere qualcuno che arrivi con una discoteca (titesi maledetti! ma che ci vuoi fa’ … la cultura è optional), andare alla fermata del tram/bus e incavolarsi se il ritardo supera i 30 secondi; insomma quisquiglie che ti permettono di investire tempo in attività interessanti invece che estenuanti.
Uno si convince che c’è una singolarità italica: the italian way of life non è mercimonio. Palle! Il problema è che l’Italia è piena di italiani … se veramente ci tenessero alla patria, dovrebbero darla in amministrazione controllata ai tedeschi e pagare l’affitto.
La faciloneria tutta italica dà il meglio di sè proprio in questi momenti: il colpo all’ultimo istante, il voler essrere più furbo dell’altro, il voler piegare e rivoltare le regole a proprio piacimento, il sotterfugio e lo spostare l’attenzione dal problema al contorno degno dei migliori trecartisti napoletani.
E.Englaro non la conosco, posso dispiacermi un paio di millisecondi con un solo neurone per lei mentre l’altro pensa a beeeh-lene; il mio cervello è programmato per filtrare apposite situazioni, altrimenti, con i milioni di morti quotidiani che ci sono, sarei già schiattato. Non voglio però che diventi paradigma di vita, della mia vita. Sono già stato espropriato della nascita, vorrei almeno poter dire qualche cosa sulla morte … almeno sulla mia, dato che sono il solo a cui interessa.
Nell’ultima mezza giornata ho letto cose assurde … e poi ci lamentiamo dei talebani – bravissima gente che cerca di evitare gli spogliarelli beeeh-leniani delle proprie donne – si parla di vita e di morte come ciechi davanti ad un arcobaleno, pedoni davanti ad una Multipla, ognuno ha la sua ricetta giusta e nessuno vuole morire perchè la vita è il bene supremo, si recita mentre la si spreca appresso a vecchi rimbecilliti e dementi convinti – fin da piccolo ti dicono che siamo di passaggio verso la vita eterna e poi non ti ci vogliono mandare.
“Cogito ergo sum” diceva un vecchio pezzo – mi pare ante Concilio Vaticano II, piccolo spiraglio in un mondo di cupi benedettini, ma niente paura G&B lo stanno richiudendo: avess’ma fa bbuon ca’ passass troppa luc’.- ma non basta: menti eccelse affermano che anche se non cogito ma posso, in teoria – e grazie a qualche misericordioso infermiere anche in pratica – procreare, allora vivo!!! porc… e i maschietti??? io non posso procreare – anche se l’infermiere ci mette tutta l’arte sua ogni santa notte – allora mi possono accoppare? bella roba … già cogito poco, coito ancor meno … fa a finire che mi sopprimono all’istante. Sorvoliamo sul fatto che non si sta parlando di risolvere integrali ellittici ma di procreazione, ovvero qualcosa che fanno pure i virus; ma tanto vale per svilire una vita vir(i|a)le.
È indecente. Indecente il metodo, il voler attaccare due calamite dalla stessa polarità, il voler inserire un cubo in una sfera (stesso volume, sia chiaro), è indecente l’arroganza di chi fa finta d’esser certo, è indecente il livello di banalità – offensivo per un neonato – con cui vengono bistrattati i diritti fondamentali dei cittadini.
E la Costituzione italiana, figlia di menti eccelse è in mano a porci che la tirano e a voltano a piacimento. Però qualcuno li ha votati – brogli a parte – e ‘sti qualcuno so italiani, perciò gli sta bene, quindi il problema non è il nano (al quale non gliene può fottere di meno di tutto e tutti) ma gli elettori e di qui ritorniamo all’amministrazione teutonica.
Finchè vi accettano ancora negli altri paesi dell’UE … emigrate, gente, emigrate: c’è uno splendido mondo oltre le alpi! … anche oltre il Mediterraneo.

P.S.
Sputagli in faccia, mostragli il dito, non è reato, se l’è meritato.

P.P.S.
mala tempora currunt … ma non pensavo fossero così mala … sono incazzato come uno scoiattolo che ha appena aperto l’ultima noce e la trova bacata! e anche allo scoiattolo dovremo dare pane ed acqua perchè pure lui – anzi almeno lui – si incazza e procrea.
ma se chiamiamo questo “omicidio” che parole dobbiamo coniare per i bimbi africani?

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viaggi per pupazzi

Si organizzano viaggi per pupazzi! Il bello è che sono dei tedeschi. Quando l’ho raccontato in giro non ci credevano, pensavano fossero americani: “i tedeschi lavorano!”, m’hanno detto … forse questi sono dell’ex-est :D
Se un pupazzo viaggia, partecipa a pic-nic, passa sotto la Porta di Brandeburgo, insomma ha delle esperienze, si è avviato forse verso il tunnel dell’umanità? E quando verrà abbandonato per altri giocattoli più o meno terreni, ne soffrirà? Sarà necessario organizzare centri di disintossicazione da umano? A quando il primo pupazzo spaziale? Chissà se possono ereditare?

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l’orrore sopra di noi

Vanity Fair, Nr.45, 15.11.2007: Servizio su capi di vestiario per bambini, bambina estemporaneamente seduta su un cumulo di libri, fra questi alcuni vetusti.

Gìà un servizio firmato “Brambilla” … di questi tempi è tutto un programma. La vera bestia resta comunque il fotografo – ma anche chi gliele pubblica.

E sorvolo sull’(ab-)uso infame dei bambini … oramai mi ci sono abituato (ma non c’era la moratoria dei minori nelle pubblicità?), no! quello che mi ha disturbato è stato l’uso dei libri a mo’ di seggiola, di spessore, di zeppa …

E passi anche questo … ci sono *pseudo* libri che potrebbero essere ammessi alla categoria del contrappeso … ma questi sono un po’ vecchiotti, e che diamine! all’epoca stampare un libro era un atto meritorio.

Guardando meglio la costola si legge “Le panorama de la guerre 1916-17″.

… ricalpestare i morti; e – c’e’ da scommetere – non è l’unico libro della serie. Come sensibilità non c’e’ male.
C’e’ un sapore, voglio sperare involontario, perverso nel mettere una bambina seduta su un mare di morti, gonfi, putrescenti, smembrati; e anche se chiusi, se ne possono immaginare i volti mentre – per la secoda volta – lamentano l’orrore sopra di loro.
“[...] siamo divenuti accorti come mercanti, brutali come macellai. Non siamo più spensierati, ma atrocemente indifferenti. Sapremmo forse vivere, nella dolce terra: ma quale vita? Abbandonati come fanciulli, disillusi come vecchi, siamo rozzi, tristi, superficiali. io penso che siamo perduti.” – E.M.Remarque

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